Intervista al Prof. Cristiano Termine, Direttore f.f. Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile dell’Università dell'Insubria. I Disturbi del Neurosviluppo sono sempre più centrali nella scuola. Perché? Perché coinvo...

05/09/2025, 00:00


Cristiano Termine FOTO (1).jpg
Ultimo aggiornamento:5 settembre 2025 alle ore 00:00
Intervista al Prof. Cristiano Termine, Direttore f.f. Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile dell’Università dell'Insubria.
I Disturbi del Neurosviluppo sono sempre più centrali nella scuola. Perché?Perché coinvolgono tra il 15% e il 18% della popolazione in età scolare. Comprendono disturbi come quelli del linguaggio, l’ADHD e i DSA. Se non intercettati in tempo, possono causare conseguenze anche sul piano emotivo e comportamentale. Riconoscerli precocemente è essenziale per intervenire in modo efficace e personalizzato.
Cos'è il progetto INDACO?INDACO nasce dall’evoluzione del progetto Indipote(dn)S, grazie alla collaborazione tra scuole e servizi di neuropsichiatria infantile in tutta la Lombardia, coordinati da ASST Sette Laghi. L’obiettivo è individuare precocemente gli indicatori di un possibile disturbo del neurosviluppo, intervenire didatticamente e, solo se necessario, avviare una valutazione clinica di approfondimento. Si parte dall’osservazione in classe, non dalla diagnosi.
Che ruolo ha la scuola?Un ruolo centrale. I docenti sono i primi osservatori delle fragilità, ma non dispongono di strumenti utili a distinguere tra difficoltà temporanee e disturbi strutturati. INDACO fornisce strumenti didattici semplici per osservare, documentare e potenziare le aree critiche, integrandoli nella normale attività scolastica. Solo se le difficoltà persistono, nonostante il potenziamento, si attiva il case-manager per un eventuale invio alla neuropsichiatria infantile.
A chi si rivolge INDACO e perché?All’ultimo anno della scuola dell’infanzia e ai primi due anni della primaria. È in questi anni che si possono intercettare più facilmente le difficoltà e agire prima che diventino disturbi strutturati. Un intervento precoce aumenta le possibilità di recupero e previene problemi emotivi o comportamentali secondari.
Quali strumenti avete fornito alle scuole?Il principale è il Vademecum INDACO, una raccolta di attività graduate, adattabili, che permette agli insegnanti, a valle dell’osservazione, di reperire le attività da proporre ai bambini in modo personalizzato. Uno strumento pratico che rafforza la professionalità docente e trasforma la didattica in un’occasione di prevenzione.
Quali risultati sono emersi finora?Molto positivi: il 65-70% dei bambini nella scuola dell’infanzia e il 45-50% nei primi anni della primaria ha mostrato miglioramenti significativi dopo il potenziamento in classe. Questo ha ridotto i falsi positivi e reso gli invii clinici più mirati. C’è stato anche un importante cambio culturale: docenti più consapevoli, formati e attrezzati per gestire le fragilità dei loro bambini.
Come funziona il percorso di presa in carico a Varese?Grazie alla collaborazione tra scuole, ASST e ATS Insubria, il percorso è ben definito. Dopo l’osservazione e il potenziamento, se le difficoltà restano, il case-manager scolastico raccoglie i dati e attiva un confronto con la neuropsichiatria. L’invio non è mai automatico, ma motivato e documentato. Questo riduce i tempi di attesa e consente una presa in carico clinica più efficace e mirata.
Quanti case manager sono attivi e quanti casi sono stati segnalati nel 2024-2025?Nel 2024-2025 sono stati attivati oltre 28 case manager scolastici, distribuiti tra infanzia e primaria. Le situazioni inviate al servizio di neuropsichiatria dell’ASST sette laghi, sono state 169.
La presa in carico dei pazienti da parte dei servizi di neuropsichiatria avviene sempre allo stesso modo o varia in base alla gravità della situazione segnalata?La presa in carico è modulata in base alla gravità e alla complessità del caso segnalato. Grazie al lavoro preliminare svolto a scuola e alla documentazione raccolta dal case manager, è possibile effettuare una valutazione accurata del livello di rischio e delle necessità specifiche del bambino. Questo approccio permette di prioritizzare gli interventi, garantendo un accesso più rapido e mirato ai servizi per i casi più critici, mentre per situazioni meno complesse si attivano percorsi di monitoraggio e supporto adeguati in classe, evitando sovraccarichi inutili e garantendo sempre la massima attenzione alla persona.
Se, in seguito alla prima visita, emerge un sospetto di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), l’alunno ha comunque diritto agli strumenti di supporto scolastico in attesa della valutazione definitiva?Sì, assolutamente. Al termine della prima visita viene rilasciato un referto clinico che viene consegnato alla scuola. In base alla direttiva ministeriale BES del 2012, l’alunno ha diritto a usufruire degli strumenti di supporto e delle misure didattiche necessarie anche in attesa della valutazione diagnostica definitiva, garantendo così continuità e tempestività nell’intervento educativo.
Quante scuole della provincia aderiscono attualmente al progetto INDACO?Attualmente aderisce al progetto circa il 90% delle scuole dell’infanzia e primarie della provincia di Varese che fanno capo all’Ufficio Scolastico Provinciale. Un dato che testimonia l’ampia diffusione e l’efficacia percepita del modello, ormai pienamente integrato nel sistema scolastico territoriale.
Come si sta potenziando il servizio?Grazie a un finanziamento regionale, è in arrivo una nuova psicologa dedicata alle valutazioni per Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Inoltre, è stato recentemente aperto un bando per l’inserimento di un’ulteriore figura professionale con lo stesso incarico. L’introduzione di risorse dedicate permetterà di ridurre sensibilmente i tempi di attesa e di velocizzare l’intero percorso di valutazione, garantendo una presa in carico più tempestiva ed efficace.
Un messaggio conclusivo per famiglie e insegnanti?Le difficoltà di apprendimento e gli altri disturbi del neurosviluppo si possono affrontare senza paura, se si lavora insieme. INDACO dimostra che una scuola attenta e formata può individuare e gestire precocemente le fragilità, accompagnando ogni bambino in un percorso di crescita inclusivo. La diagnosi non è un punto di partenza, ma solo un passaggio, quando serve.
I professionisti coinvolti nel progetto Indaco per ASST Sette Laghi:
Dott.ssa Loriana Simeoni
Dott.ssa Elena Malaggi
L’ufficio scolastico di Varese:
Prof Luigi Macchi
Prof.ssa Simonetta Bralia
Coordinatori INDACO regionale:
Prof. Cristiano Termine
Dott.ssa Giulia Tombini