"Liver transplantation from active COVID-19 donors: a lifesaving opportunity worth grasping? " Una domanda importante, ma soprattutto il titolo dell'articolo firmato dal prof. Paolo Grossi che riporta i risultati di uno studio multidisciplinare sul tema e che è la copertina dell'ultimo numero dell'A...

06/11/2021, 00:00


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Ultimo aggiornamento:10 novembre 2021 alle ore 00:00
"Liver transplantation from active COVID-19 donors: a lifesaving opportunity worth grasping? "
Una domanda importante, ma soprattutto il titolo dell'articolo firmato dal prof. Paolo Grossi che riporta i risultati di uno studio multidisciplinare sul tema e che è la copertina dell'ultimo numero dell'American Journal of Transplantation, la prestigiosa rivista scientifica americana dedicata ai trapianti di organo.
Che il Prof. Paolo Grossi, Direttore delle Malattie Infettive dell'ASST Sette Laghi e Professore all'Università dell'Insubria di Varese, fosse uno dei massimi esperti sul tema al mondo è risaputo.Questo articolo e la scelta che l'American Journal of Transplantation ha fatto di darne evidenza in copertina conferma che la rete trapiantologica italiana si distingue per qualità e innovatività con l’obiettivo di massimizzare l’utilizzo degli organi per i trapianti nel rispetto della sicurezza per i riceventi. L’Italia non è nuova a queste aperture. Siamo stati infatti, grazie al protocollo proposto dal Prof. Grossi, primi in Europa ad utilizzare organi da donatori HIV+ per riceventi HIV+ e Varese è stato il primo centro ad effettuare in Italia questo tipo di trapianto.
Del resto, la possibilità di trapiantare il fegato di un paziente colpito dal nuovo Coronavirus è effettivamente un tema di grandissima rilevanza, che può cambiare, anzi, salvare, la vita di molte persone. E le conclusioni a cui questo studio è giunto sono davvero confortanti: "Idati raccolti - spiega Grossi - suggeriscono che il trapianto di fegato da donatori con COVID-19nei candidati guariti da COVID-19, e quindi con immunità verso il virus SARS-CoV-2, contribuisce ad aumentare in sicurezza il pool di donatori".
Alla luce dei risultati di questo studio la raccomandazione di utilizzare organi da donatori SARS-CoV-2 positivi per riceventi guariti da COVID-19 è stata inserita nel capitolo sulla trasmissione di patologie infettive, redatto dal Prof. Grossi, della nuova versione del testo su qualità e sicurezza degli organi per il trapianto del Consiglio d’Europa, di prossima pubblicazione.