L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Sette Laghi di Varese, ha organizzato con modalità del tutto nuove una rete clinico assistenziale di terapia del dolore, per assistere persone affette da malattie in fase avanzata o terminale che necessitano di cure costanti, mettendo in campo un’equipe formata da figure professionali di grande esperienza nell’ambito delle cure palliative e della terapia del dolore.
Il dolore è sempre un’esperienza estremamente soggettiva, la cui percezione varia da individuo a individuo; ciò significa che persone affette dalla stessa malattia hanno manifestazioni molto diverse da questo punto di vista.
Il dolore è in primo luogo un sintomo di malattia, che si tratta curandone la causa.
Quando quest'ultima non può essere curata, il trattamento si concentra sul sintomo dolore, cercando di ridurne l'intensità e limitarne gli effetti negativi sulla vita di tutti i giorni.
Per questo è necessario un intervento tempestivo che si occupi non solo della malattia ma anche del sintomo: di questo specifico aspetto si occupa la TERAPIA DEL DOLORE.
L’ASST Sette Laghi di Varese è sede di uno dei quattro Centri regionali di Terapia del Dolore identificati nel 2016 da Regione Lombardia come Centri di eccellenza e denominato Centro di Terapia del Dolore di Secondo Livello (centro Hub).
La presenza di un dolore acuto o cronico non responsivo alle terapie prescritte dal Medico curante, d’intensità particolarmente elevata, è un sintomo indicativo per rivolgersi all’Ambulatorio di Terapia del Dolore, nel quale si eseguono visite per individuare la causa del dolore, definirne la tipologia e stabilire il trattamento più adeguato.
L’attività è rivolta al trattamento di numerosi tipi di dolore:
Oltre a questi tipi di dolore, il centro si occupa anche del trattamento del DOLORE ONCOLOGICO. Il dolore può accompagnare la malattia tumorale in tutte le sue fasi.
con farmaci antidolorifici (antiinfiammatori, oppioidi deboli, oppioidi maggiori); a questi trattamenti si aggiungono, a seconda dei casi, l'utilizzo di farmaci ad azione locale e quello di farmaci cosiddetti adiuvanti (rilassanti muscolari, sedativi, ecc.).
La terapia farmacologica richiede monitoraggio costante e continui adeguamenti terapeutici. È prevista la possibilità di test farmacologici in day-hospital.
Qualora la risposta ai farmaci non fosse adeguata o gravata da eccessivi effetti collaterali, è possibile passare a procedure antalgiche in cui si utilizzano farmaci con vie di somministrazione diverse o terapie fisiche (corrente elettrica, radiofrequenze …)
Il Centro garantisce terapie farmacologiche innovative e di ricerca; dal 2015 prescrive terapie con Cannabis ad uso medico e grazie all’esperienza acquisita ha partecipato attivamente alla stesura delle norme regolatorie Regionali per la sua prescrizione . Si occupa della diagnosi delle sindromi dolorose sensibili alla somministrazione di cannabis, della prescrizione e del monitoraggio del trattamento attraverso la sottoscrizione di un patto di cura che impegna il paziente e il Centro nell’ambito di una presa in carico continuativa.
tali procedure possono essere eseguite in regime ambulatoriale o di day hospital/day surgery e riguardano tecniche infiltrative (ad esempio epidurali, delle faccette articolari, dell’articolazione sacro iliaca per lombalgia/lombosciatalgia), procedure invasive su disco intervertebrale e tecniche di blocco nervoso periferico (ad esempio blocco del nervo genicolato per la gonalgia).
Nel Centro si effettua inoltre il posizionamento di accessi venosi a lungo termine (come PICC e HOHN) per pazienti che necessitano di terapie endovenose a domicilio.
Queste procedure si inseriscono nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) del paziente che accede al Centro di Terapia del Dolore. La decisione di eseguire una procedura antalgica e quando eseguirla, spetta allo specialista in base all’origine del dolore e alla sua localizzazione. Le tecniche antalgiche minori possono essere attuate in regime ambulatoriale o di day hospital e riguardano abitualmente tecniche infiltrative e tecniche di blocco nervoso periferico.
I blocchi nervosi consistono nell’interruzione della conduzione di un nervo periferico con un anestetico locale, interrompendo la percezione (nocicezione) del dolore lungo le vie di conduzione dello stimolo doloroso.
Queste procedure richiedono di essere monitorate nel tempo per valutare l’efficacia (riduzione del dolore) e la durata del beneficio; a volte sono risolutive di un dolore a volte danno un beneficio temporaneo e possono richiedere il passaggio a tecniche antalgiche maggiori.
vengono eseguite in regime di day hospital o di ricovero ordinario (almeno una notte di ricovero) e comprendono l’impianto di sistemi per infusione continua di farmaci e/o neuromodulazione centrale e periferica.
Si tratta di procedure utilizzate quando le terapie farmacologiche e le tecniche antalgiche minori non garantiscono duraturo controllo del dolore o sono gravate da eccessivi effetti collaterali.
Richiedono competenze specifiche e modelli organizzativi e gestionali ad elevata complessità che garantiscano un follow-up costante e massima copertura di pronta disponibilità in un’ottica di presa in carico continuativa così come richiesto dalla normativa di riferimento, ad un centro di Terapia del Dolore di Secondo Livello.
Alcune delle tecniche antalgiche maggiori che più frequentemente vengono effettuate:
- procedure invasive su disco intervertebrale,
- radiofrequenza su ganglio spinale, faccette articolari, articolazione sacro-iliaca, nervi periferici (nervi genicolati)
- neuromodulazione centrale e periferica
- neuromodulazione centrale farmacologica per dolore o spasticità.
In tutti i suddetti casi viene effettuato un continuo controllo del paziente con visite periodiche per il monitoraggio dell’andamento della malattia e della cura.
Gli ambiti di cura in cui si articola la Terapia del Dolore sono i seguenti: