L'ablazione transcatetere è una procedura interventistica cardiologica che permette di trattare definitivamente molte aritmie cardiache eliminando il substrato tissutale responsabile della loro insorgenza o mantenimento. La procedura viene eseguita in una sala di emodinamica o di elettrofisiologia con il paziente in anestesia locale e sedazione cosciente, o talvolta in anestesia generale per procedure complesse. Attraverso la vena femorale, succlavia o giugulare vengono introdotti uno o più cateteri flessibili guidati sotto fluoroscopia o con sistemi di mappaggio elettroanatomico tridimensionale fino alle camere cardiache. Una volta identificato il substrato aritmogeno, l'operatore eroga energia termica tramite radiofrequenza (che produce una lesione da calore localizzata) oppure freddo tramite crioablazione (che congela il tessuto target) per creare una cicatrice non conduttiva che blocca il circuito aritmico. Le indicazioni principali includono la fibrillazione atriale (ablazione delle vene polmonari), il flutter atriale, le tachicardie da rientro nodale, la sindrome di Wolff-Parkinson-White, le tachicardie ventricolari e alcune extrasistolia ventricolari sintomatiche. I tassi di successo variano in base al tipo di aritmia trattata. La procedura dura mediamente 2-4 ore e richiede una degenza di 24-48 ore con monitoraggio post-procedurale.
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