L'agobiopsia della ghiandola salivare è una procedura diagnostica mini-invasiva eseguita per caratterizzare lesioni nodulari o tumefazioni delle ghiandole salivari maggiori (parotide, ghiandola sottomandibolare) e in alcuni casi delle ghiandole salivari minori del palato o del labbro. La tecnica più diffusa è l'agoaspirazione con ago sottile (FNAC, Fine Needle Aspiration Cytology), che utilizza un ago di calibro 23-25 gauge per aspirare cellule dalla lesione: il materiale ottenuto viene strisciato su vetrino per l'analisi citologica. Nei casi in cui il campione citologico risulti non diagnostico o si necessiti di un'architettura tissutale preservata per l'analisi istologica, si ricorre alla core biopsy con ago tranciante (tru-cut) che preleva un piccolo cilindro di tessuto. Entrambe le procedure vengono generalmente eseguite con guida ecografica in tempo reale, che permette di dirigere l'ago con precisione nella lesione, evitando strutture vascolari e nervose adiacenti, come il nervo facciale nel caso della parotide. L'esame è eseguito in anestesia locale, è breve e ben tollerato dal paziente. I risultati istocitologici orientano verso la diagnosi di adenoma pleomorfo, tumore di Warthin, carcinoma mucoepidermoide, carcinoma adenoidocistico, metastasi linfonodali o patologie infiammatorie come la sindrome di Sjögren.
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