La biopsia dei tessuti perianali è una procedura diagnostica che consiste nel prelievo di un frammento di tessuto dalla regione cutanea e mucosa che circonda l'orifizio anale, finalizzato all'analisi istologica per la diagnosi di patologie locali. La regione perianale può essere sede di diverse condizioni che richiedono conferma istologica: il carcinoma squamocellulare dell'ano e del margine anale, il carcinoma basocellulare, la malattia di Bowen (carcinoma in situ della cute perianale), la malattia di Paget extramammaria, il melanoma anorettale, le lesioni condilomatose con displasia (condilomi acuminati da HPV ad alto rischio), le leucoplachie, le dermatosi croniche come il lichen sclerosus e le lesioni pigmentate sospette. La procedura viene eseguita in anestesia locale, con prelievo a punch bioptico o con bisturi di un frammento tissutale rappresentativo della lesione. Il campione viene fissato in formalina e inviato al laboratorio di anatomia patologica per l'esame istologico e, quando indicato, per l'analisi immunoistochimica e la tipizzazione HPV. In base alla diagnosi ottenuta si pianifica il trattamento più appropriato, che può variare dalla semplice exeresi locale all'exenterazione pelvica nei casi oncologici avanzati.