La biopsia del cavo orale è una procedura diagnostica che prevede il prelievo di un piccolo campione di tessuto dalla mucosa orale — guance, palato, pavimento della bocca, gengive, mucosa labiale o bordo laterale della lingua — da sottoporre ad esame istologico. È indicata in presenza di lesioni che non regrediscono spontaneamente entro 2-3 settimane o che presentano caratteristiche cliniche sospette: leucoplasie (chiazze bianche non rimovibili con sfregamento), eritroplasie (chiazze rosse), lesioni ulcerative persistenti, noduli o masse dure, aree di pigmentazione anomala, papillomi e condilomi. La procedura viene eseguita in anestesia locale: dopo l'infiltrazione dell'anestetico, il chirurgo orale o il dentista specializzato preleva il campione tissutale tramite incisione con bisturi o punch bioptico, assicurandosi di includere tessuto rappresentativo, possibilmente ai margini tra tessuto sano e lesione. La ferita viene suturata con punti riassorbibili. Il materiale prelevato viene inviato all'anatomia patologica per l'esame istologico standard e, se indicato, per analisi immunoistochimiche. La diagnosi istologica è indispensabile per distinguere lesioni benigne da displasie o carcinomi squamocellulari, che rappresentano la neoplasia maligna più comune del cavo orale.
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