La biopsia osteomidollare è una procedura diagnostica che consente di analizzare la struttura e la cellularità del midollo osseo, sede della produzione di tutte le cellule del sangue. A differenza dell'aspirato midollare, che fornisce informazioni citologiche sulle singole cellule, la biopsia osteomidollare fornisce un campione di tessuto (core biopsy) che preserva l'architettura della struttura midollare, permettendo la valutazione della cellularità globale, della distribuzione delle diverse linee cellulari, della presenza di fibrosi e dell'infiltrazione da parte di cellule patologiche. La procedura si esegue di solito dalla cresta iliaca posteriore, con il paziente in posizione prona o laterale. Dopo anestesia locale con lidocaina fino al periostio, viene introdotto un ago-trocart rigido nel tessuto osseo e si esegue una rotazione del manico per prelevare un cilindretto di tessuto osseo lungo almeno 20 mm. Contestualmente si esegue spesso anche l'aspirato midollare per gli esami citologici e molecolari. I campioni vengono inviati all'anatomo-patologo per l'esame istologico standard, le colorazioni speciali (PAS, reticolina per la fibrosi) e le analisi immunoistochimiche per identificare il tipo di patologia. La biopsia osteomidollare è essenziale nella diagnosi e stadiazione di leucemie acute e croniche, alcuni tipi di linfomi, mieloma multiplo, mielofibrosi, anemie aplastiche e nelle metastasi midollari di tumori solidi.
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