La biopsia renale percutanea è la procedura diagnostica fondamentale per la diagnosi istologica delle malattie glomerulari, tubulointerstiziali e vascolari del rene. Il paziente viene posizionato prono con un cuscino sotto l'addome. Il polo inferiore del rene (solitamente il sinistro) viene identificato con l'ecografia e, dopo anestesia locale della cute e dei piani profondi, un ago bioptico automatico (16-18 Gauge) viene introdotto sotto guida ecografica in tempo reale. Vengono prelevati 2-3 frustoli di corticale renale (ciascuno deve contenere almeno 10 glomeruli per un'analisi adeguata). I campioni vengono processati per tre tecniche complementari: microscopia ottica (colorazioni ematossilina-eosina, PAS, tricromica di Masson, argento metenamina), immunofluorescenza diretta (depositi di IgG, IgA, IgM, C3, C1q, fibrinogeno, catene kappa e lambda) e microscopia elettronica (alterazioni della membrana basale glomerulare, depositi elettrondensi). Le indicazioni comprendono la proteinuria significativa, la sindrome nefrosica, la sindrome nefritica, la glomerulonefrite rapidamente progressiva, l'insufficienza renale di causa sconosciuta e il rigetto del trapianto renale.
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Apri in mappaprestazione eseguita in regime di ricovero in degenza nefrologia o presso altro reparto ospedaliero; eseguita presso sala angiografica radiologia piano -1 padiglione 13