La cardioversione elettrica è una procedura terapeutica che utilizza una scarica elettrica a corrente continua, sincronizzata con il QRS dell'ECG, per interrompere un'aritmia cardiaca e ripristinare il ritmo sinusale normale. Il paziente viene sottoposto a digiuno di almeno 6 ore e a un ecocardiogramma transesofageo per escludere la presenza di trombi nelle auricole atriali (o in alternativa viene scoagulato per almeno tre settimane prima della procedura). In sala di elettrofisiologia o in terapia intensiva, l'anestesista somministra una sedazione profonda endovenosa di breve durata (propofol o midazolam). Vengono posizionate due piastre adesive sul torace (anterolaterale o anteroposteriore) collegate al defibrillatore esterno in modalità sincronizzata. La scarica elettrica (100-200 Joule bifasici) viene erogata in corrispondenza dell'onda R per evitare la fibrillazione ventricolare. La procedura ha un'efficacia superiore al 90% nel ripristino del ritmo sinusale. Il paziente viene monitorato per alcune ore dopo la procedura e la terapia anticoagulante prosegue per almeno 4 settimane.
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