La chirurgia di revisione protesica è un intervento ortopedico complesso che prevede la rimozione di una protesi articolare precedentemente impiantata e la sua sostituzione con un nuovo impianto. Le indicazioni principali sono l'allentamento asettico della protesi, l'infezione periprotesica, la lussazione ricorrente, la frattura periprotesica, l'usura dei componenti o la mobilizzazione del cemento. Le articolazioni più frequentemente sottoposte a revisione sono l'anca e il ginocchio, seguite da spalla e caviglia. L'intervento è tecnicamente più difficile rispetto all'impianto primario perché richiede la rimozione completa dei componenti protesici senza danneggiare ulteriormente lo stock osseo, e la preparazione dell'osso residuo per il nuovo impianto, che spesso richiede innesti ossei o componenti modulari su misura. In caso di infezione, la revisione può essere eseguita in un unico tempo chirurgico o in due tempi: rimozione della protesi infetta, posizionamento di uno spaziatore in cemento antibiotato e, dopo la risoluzione dell'infezione, reimpianto della nuova protesi. I tempi di recupero sono più lunghi rispetto alla chirurgia primaria.
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