La chiusura della fistola artero-venosa è un intervento che consiste nell'interruzione della comunicazione creata artificialmente tra un'arteria e una vena dell'arto superiore, utilizzata come accesso vascolare per l'emodialisi. L'intervento viene eseguito quando il paziente non necessita più della dialisi (ad esempio dopo un trapianto renale riuscito), quando la fistola è diventata aneurismatica, oppure quando il flusso elevato causa scompenso cardiaco ad alta gittata o sindrome da furto con ischemia della mano. Il chirurgo vascolare opera in anestesia locale o locoregionale, praticando un'incisione cutanea in corrispondenza dell'anastomosi artero-venosa. La connessione viene legata, sezionata e i monconi arteriosi e venosi vengono suturati separatamente. Il decorso post-operatorio prevede il monitoraggio della perfusione della mano e la rimozione dei punti dopo circa dieci giorni.
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L’Ospedale di Tradate è un centro di riferimento territoriale per degenza, attività ambulatoriale e primo intervento.
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