La cistectomia radicale è l'intervento chirurgico di riferimento per il trattamento del carcinoma vescicale muscolo-invasivo (stadio T2 o superiore) e per alcune forme di carcinoma vescicale ad alto rischio resistenti alla terapia conservativa. L'intervento prevede la rimozione in blocco della vescica, del grasso perivescicale e dei linfonodi pelvici (linfadenectomia pelvica estesa); nel maschio vengono contestualmente asportati prostata e vescichette seminali, mentre nella femmina si rimuovono utero, ovaie e parete anteriore della vagina, salvo nelle procedure nerve-sparing. Essendo la vescica rimossa, il chirurgo deve ricostruire una via di derivazione delle urine: le opzioni principali includono la neovescica ortotopica (costruita con un segmento di ileo, è anastomizzata all'uretra e consente la minzione volontaria), il condotto ileale (urostomia cutanea continente o incontinente con raccolta delle urine in un sacchetto esterno), e le derivazioni uretero-cutanee. La cistectomia può essere eseguita con tecnica aperta, laparoscopica o robotica (sempre più diffusa per la minore invasività). L'intervento è di durata significativa (4-8 ore) e richiede un ricovero di 7-10 giorni, con un percorso riabilitativo funzionale specifico in base alla derivazione scelta.
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