Il confezionamento di immobilizzazioni ortopediche è una procedura clinica eseguita dall'ortopedico o dal personale sanitario qualificato per l'applicazione di dispositivi destinati a bloccare o limitare il movimento di un segmento corporeo, al fine di favorire la guarigione di fratture, lesioni legamentose, tendinopatie acute o per proteggere una struttura operata. I materiali utilizzati per l'immobilizzazione comprendono il gesso tradizionale (solfato di calcio, in progressivo declino), le resine sintetiche in fibra di vetro o poliestere (più leggere, impermeabili e traspiranti), le stecche dorsali o palmari, i tutori prefabbricati in polipropilene o materiali termoformabili, e i bendaggi funzionali semirigidi. La scelta del tipo di immobilizzazione dipende dalla sede corporea (polso, gamba, caviglia, spalla), dal tipo di patologia (frattura compatta o scomposta, lesione tendinea o legamentosa), dalla fase del trattamento (acuta o di consolidazione) e dall'età del paziente. Prima dell'applicazione, quando necessario, viene effettuato il controllo radiografico della riduzione della frattura. Sull'arto viene applicato uno strato protettivo in ovatta o calza tubolare, seguito dalla resina bagnata che si indurisce entro pochi minuti. Il paziente riceve istruzioni sul corretto utilizzo del gesso o del tutore e sui segnali di allarme da sorvegliare (gonfiore, dolore crescente, alterazioni della sensibilità).
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