La cranioplastica è un intervento neurochirurgico ricostruttivo indicato nei pazienti che presentano un difetto osseo del cranio (craniotomia), ovvero una perdita di continuità della volta cranica causata da una precedente craniotomia decompressiva eseguita in urgenza per ematoma epidurale o subdurale, edema cerebrale post-traumatico o emorragia cerebrale, da resezione di tumori ossei o da traumi cranici penetranti con perdita di tessuto osseo. Il difetto cranico, oltre alla valenza estetica, espone il cervello a microtraumi, può alterare la dinamica del liquor cerebrospinale e può causare la cosiddetta sindrome del cranio aperto, con cefalea, disturbi cognitivi e vertigini. La ricostruzione del difetto può essere effettuata con il lembo osseo originale del paziente, conservato in criostato o sottocute addominale fino al momento della cranioplastica, oppure con materiali alloplastici come la metilmetacrilato (PMMA), il polietilene poroso (PEEK) o il titanio. Nei casi di difetti di forma complessa, vengono utilizzate protesi personalizzate realizzate tramite stampa 3D sulla base delle immagini TAC del paziente. L'intervento viene eseguito in anestesia generale e prevede il posizionamento e il fissaggio della protesi o del lembo osseo alla volta cranica residua mediante viti e placche in titanio. La cranioplastica migliora significativamente la qualità di vita e le funzioni neuropsicologiche del paziente.
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