La criopreservazione controllata delle cellule staminali emopoietiche (CSE) è un processo altamente standardizzato eseguito presso le Banche delle Cellule Staminali o i Laboratori di Manipolazione Cellulare avanzata, che permette di conservare indefinitamente le unità di CSE — raccolte da sangue periferico con aferesi dopo mobilizzazione con G-CSF, da prelievo di midollo osseo o da cordone ombelicale alla nascita — mantenendo la loro vitalità e capacità di attecchimento post-trapianto. Il processo prevede: la valutazione qualitativa dell'unità (conta CD34+, vitalità, conta cellulare nucleata totale, colture in vitro per CFU-GM), l'aggiunta di DMSO (dimetilsolfossido) come crioprotettore intracellulare alla concentrazione del 10% in soluzione albumina-fisiologica per prevenire la formazione di cristalli di ghiaccio intracellulari durante il congelamento, il congelamento programmato in congelatore controllato a velocità di -1 °C/minuto fino a -80 °C per poi scendere più rapidamente a -120 °C, e infine il trasferimento in contenitori criogenici a vapori di azoto liquido a -150/-196 °C per lo stoccaggio definitivo. La qualità delle cellule congelate viene monitorata con test di vitalità post-scongelamento periodici su aliquote campione. Le unità vengono catalogate nel registro informatizzato con identificativo univoco del donatore o del paziente autolo, data di raccolta e caratteristiche qualitative, per il corretto reperimento al momento dell'utilizzo per il trapianto.
Procedura effettuata in collaborazione con SC Ematologia nell'ambito del Programma Aziendale Trapianto di Midollo