La decompressione orbitaria è un intervento chirurgico indicato principalmente nelle forme moderate o gravi di orbitopatia basedowiana (malattia di Graves-Basedow), quando l’aumento di volume dei tessuti orbitari determina esoftalmo, diplopia, dolore, difficoltà nella chiusura palpebrale o rischio di compromissione visiva. Le indicazioni più frequenti comprendono esoftalmo severo con esposizione corneale, ulcerazioni corneali, neuropatia ottica compressiva e aumento della pressione intraorbitaria non adeguatamente controllati dalla terapia medica.
L’obiettivo dell’intervento è aumentare il volume dell’orbita riducendo la pressione sui tessuti oculari e sul nervo ottico. Questo risultato viene ottenuto mediante la rimozione selettiva di una o più pareti ossee orbitarie e, quando necessario, di una quota di grasso orbitario.
La tecnica chirurgica viene personalizzata in base alle caratteristiche del paziente e può prevedere un approccio combinato. La decompressione endoscopica endonasale consente la rimozione della parete mediale dell’orbita e di parte del pavimento orbitario; nei casi selezionati può essere associato un accesso esterno mini-invasivo, in collaborazione con specialisti di Chirurgia Maxillo-Facciale, per completare la decompressione della parete laterale.
Nell’ambito della patologia traumatica orbitale, la decompressione orbitaria può rappresentare una procedura urgente finalizzata alla preservazione della funzione visiva, ad esempio in caso di ematoma retrobulbare con rapido aumento della pressione intraorbitaria. In casi selezionati può essere associata una decompressione del nervo ottico mediante approccio endoscopico endonasale, che consente di raggiungere il canale ottico e ridurre la pressione esercitata sul nervo.
Nei casi di sindrome compartimentale orbitaria acuta può inoltre essere indicata una cantotomia laterale con cantolisi, procedura urgente che permette una rapida riduzione della pressione intraorbitaria.
Gli interventi vengono eseguiti in anestesia generale e richiedono ricovero ordinario. Nei casi urgenti il trattamento può essere effettuato in regime di emergenza.
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