La densitometria ossea ultradistale è una metodica di valutazione della densità minerale ossea (BMD) che utilizza la tecnica DXA (Dual-energy X-ray Absorptiometry) applicata alla porzione ultradistale del radio, ovvero la regione dell'avambraccio a circa 1/3 della distanza dall'apofisi stiloide radiale. Questa sede è costituita prevalentemente da osso trabecolare (spugnoso), che risponde con maggiore rapidità alle variazioni metaboliche rispetto all'osso corticale, rendendola particolarmente sensibile nella diagnosi precoce dell'osteoporosi e nel monitoraggio delle patologie che alterano il metabolismo osseo. La misura BMD al radio ultradistale è raccomandata in specifiche situazioni cliniche in cui le sedi di misurazione standard — colonna lombare (L1-L4) e femore prossimale — non sono correttamente valutabili: presenza di artrosi grave con osteofiti vertebrali che falsano la BMD lombare, scoliosi severa, presenza di protesi dell'anca, calcificazioni vascolari aortiche peri-vertebrali o obesità con BMI molto elevato che supera i limiti tecnici del lettino DXA. L'esame è rapido (circa 10 minuti), non invasivo e comporta una dose di radiazioni molto bassa. Il referto riporta il valore di BMD in g/cm², il T-score (confronto con picco di massa ossea nei giovani adulti) e il Z-score (confronto con la media per età e sesso), con classificazione WHO in normale, osteopenia o osteoporosi.
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