I tumori ovarici e testicolari rappresentano due categorie di neoplasie delle gonadi che, sebbene anatomicamente distanti, condividono spesso istotipi simili — come i tumori a cellule germinali (disgerminoma/seminoma, teratoma, carcinoma embrionale) — e approcci diagnostico-terapeutici analoghi. Il percorso inizia con la valutazione clinica del paziente, che può presentarsi con massa pelvica o scrotale, dolore localizzato, sensazione di peso, alterazioni ormonali o sintomi sistemici (calo ponderale, febbre). Gli esami di laboratorio fondamentali includono i marcatori tumorali specifici: AFP (alfafetoproteina), beta-hCG, LDH per i tumori testicolari e germinali ovarici; CA125 e HE4 per le neoplasie epiteliali ovariche. L'imaging di prima scelta è l'ecografia, seguita da TAC toraco-addominopelvica per la stadiazione. Per i tumori testicolari, la diagnosi definitiva viene posta con l'orchiectomia inguinale radicale, che asporta il testicolo evitando la via scrotale per prevenire la disseminazione linfatica. Per i tumori ovarici, la stadiazione chirurgica con laparotomia o laparoscopia è spesso necessaria. Il trattamento dipende dall'istotipo, dallo stadio e dal desiderio di fertilità futura, e può includere chirurgia conservativa (salpingo-ovariectomia), chemioterapia a base di platino e, nei tumori testicolari non seminomatosi a basso rischio, sorveglianza attiva. Il counselling sulla conservazione della fertilità è parte integrante del percorso prima di qualsiasi trattamento gonadotossico.
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