L'ecocardiogramma da stress farmacologico è un test provocativo per la diagnosi della cardiopatia ischemica che combina l'ecocardiografia con la somministrazione endovenosa di un farmaco stressante. È indicato nei pazienti che non possono eseguire il test da sforzo su cicloergometro o tapis roulant per limitazioni ortopediche, neurologiche, vascolari o decondizionamento fisico. I farmaci utilizzati sono: la dobutamina (agonista beta-1 adrenergico che aumenta la frequenza cardiaca, la contrattilità e il consumo miocardico di ossigeno, simulando l'esercizio fisico — somministrata a dosi crescenti da 5 a 40 µg/kg/min con eventuale aggiunta di atropina per raggiungere la frequenza target dell'85% della massima teorica) e il dipiridamolo (vasodilatatore coronarico che causa un fenomeno di furto coronarico nelle arterie con stenosi significative — somministrato a 0,56-0,84 mg/kg in 4-6 minuti). Prima della somministrazione viene acquisita l'ecocardiografia basale come riferimento. Durante lo stress il cardiologo monitora in tempo reale la cinetica delle pareti ventricolari nelle proiezioni standard (parasternale, apicale 4, 2 e 3 camere): la comparsa di nuove anomalie della cinetica segmentaria (ipocinesia, acinesia, discinesia) che non erano presenti a riposo indica ischemia miocardica inducibile nel territorio coronarico corrispondente. Il test è positivo, negativo o non diagnostico (se la frequenza target non viene raggiunta). L'eco stress ha una sensibilità dell'80-85% e una specificità dell'84-86% per la diagnosi di coronaropatia significativa.
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