Gli esami di idoneità alla donazione di sangue sono un insieme di accertamenti di laboratorio obbligatori previsti dalla normativa trasfusionale italiana per garantire la sicurezza sia del donatore che del ricevente. Gli esami ematochimici comprendono emocromo completo con formula leucocitaria, ferritina (per escludere la deplezione dei depositi marziali), glicemia, creatinina, transaminasi (ALT), proteine totali e colesterolo totale. Gli esami sierologici infettivologici ricercano l'infezione da HIV (antigene/anticorpo combo di IV generazione), HCV (anticorpi anti-HCV), HBV (HBsAg, anticorpi anti-HBc) e Treponema pallidum (sifilide). A questi si aggiungono i test NAT (Nucleic Acid Testing) per HIV-RNA, HCV-RNA e HBV-DNA, che riducono ulteriormente il periodo finestra. Il gruppo sanguigno ABO/Rh e il fenotipo Rh esteso vengono determinati alla prima donazione. I risultati vengono valutati dal medico del centro trasfusionale che decide l'idoneità alla donazione. In caso di anomalie il donatore viene informato, avviato a percorsi diagnostici e temporaneamente o definitivamente sospeso.
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Il prelivo viene effettuato nelle sedi di afferenza del donatore (SIMT e AOT) e la valutazione per l'idoneità viene effettuata centralmente dai medici del SIMT