L'immunofenotipizzazione per la malattia minima residua (MRD) è un'analisi di citometria a flusso ad alta sensibilità che consente di rilevare e quantificare cellule leucemiche o linfomatose residue nel sangue periferico o nel midollo osseo del paziente in seguito al trattamento chemioterapico, anche quando queste sono presenti in proporzioni molto ridotte (inferiori a 1 cellula su 10.000 cellule normali). L'analisi si basa sulla capacità della citometria a flusso di identificare simultaneamente molteplici marcatori di superficie cellulare (antigeni CD) mediante anticorpi monoclonali coniugati con fluorocromi, consentendo di distinguere le cellule neoplastiche residue dalle cellule normali in base al loro profilo immunofenotipico aberrante. Per ogni tipo di leucemia o linfoma viene utilizzato un pannello di anticorpi specifico, tarato sulle caratteristiche immunofenotipiche documentate alla diagnosi. La negatività della MRD al citofluorimetro (assenza di cellule neoplastiche rilevabili) dopo la chemioterapia di induzione è associata a una prognosi significativamente migliore e a un ridotto rischio di recidiva. Viceversa, la persistenza o la ricomparsa di cellule MRD-positive durante o dopo il trattamento è un segnale precoce di risposta insufficiente o di recidiva imminente, che può giustificare una modifica terapeutica. Il monitoraggio longitudinale della MRD è parte integrante dei protocolli di trattamento delle leucemie acute e di altri tumori ematologici.
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