L'infiltrazione dell'articolazione sacroiliaca è una procedura interventistica di terapia del dolore per la diagnosi e il trattamento del dolore di origine sacroiliaca, che rappresenta il 15-30% delle lombalgie croniche. Il dolore sacroiliaco si manifesta tipicamente come dolore nella regione glutea, con possibile irradiazione alla faccia posteriore della coscia (senza superare il ginocchio), aggravato dalla stazione eretta prolungata, dalla salita delle scale e dai cambi di posizione. La procedura si esegue con il paziente in posizione prona sotto guida fluoroscopica. L'ago (22-25G) viene introdotto nella porzione inferiore dell'articolazione sacroiliaca (dove la capsula articolare è più accessibile) sotto controllo radiologico con proiezione postero-anteriore e obliqua. La posizione intrarticolare viene confermata dall'iniezione di una piccola quantità di mezzo di contrasto (artrogramma sacroiliaco) che deve distribuirsi nello spazio articolare. Vengono quindi iniettati 1-2 mL di anestetico locale (bupivacaina) e corticosteroide (triamcinolone o metilprednisolone). La finalità diagnostica è fondamentale: una riduzione del dolore ≥75% nelle ore successive al blocco conferma l'origine sacroiliaca e il paziente diventa candidato alla denervazione a radiofrequenza in caso di recidiva. Il beneficio terapeutico del corticosteroide può durare da settimane a mesi.
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