Gli innesti di cute e l'applicazione di sostituti dermici sono tecniche chirurgiche ricostruttive utilizzate per il trattamento di perdite di sostanza cutanea di varia estensione e profondità. L'innesto cutaneo autologo prevede il prelievo di uno strato di cute (split-thickness o full-thickness, cioè a spessore parziale o totale) da un'area donatrice del paziente stesso — solitamente coscia o inguine — attraverso uno strumento chiamato dermatomo o anche solo a bisturi. Il lembo prelevato viene poi posizionato e fissato sull'area ricevente da coprire, dove si vascolarizza nelle settimane successive. Gli innesti a spessore parziale sono preferiti nelle perdite di sostanza estese (come grandi ustioni) per la maggiore disponibilità di siti donatori; gli innesti a tutto spessore offrono migliori risultati estetici e funzionali nelle aree critiche come mani, volto e collo. I sostituti dermici (come Integra® o analoghi) sono matrici biosintetiche o biologiche tridimensionali che forniscono uno scaffold temporaneo per la rigenerazione del derma, consentendo la copertura anche di perdite di sostanza molto profonde in cui manca il tessuto connettivale di supporto. Vengono impiegati spesso in combinazione con innesti autologhi o come step preparatorio alla chirurgia ricostruttiva definitiva. Le indicazioni includono ustioni di II grado profondo e III grado, ulcere croniche di diversa eziologia, ferite post-tumorali e esiti di traumi complessi o ritardi importanti di guarigione.
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