L'inserimento di un catetere venoso centrale per via percutanea è una procedura invasiva per ottenere un accesso vascolare nella vena cava superiore o inferiore. Il medico identifica la vena target (giugulare interna, succlavia o femorale) con l'ecografia, esegue l'anestesia locale e punge la vena con un ago sotto guida ecografica in tempo reale (tecnica di Seldinger). Attraverso l'ago viene introdotta una guida metallica, il tramite viene dilatato e il catetere (singolo, doppio o triplo lume) viene inserito e avanzato fino alla giunzione atriocavale. Il corretto posizionamento della punta viene confermato con la radiografia del torace o con l'ECG intracavitario. I cateteri venosi centrali sono di diversi tipi: non tunnellizzati (a breve termine, per urgenze e terapia intensiva), tunnellizzati (Hickman, Groshong, per chemioterapia prolungata), port-a-cath (totalmente impiantabili, con camera sottocutanea) e PICC (inseriti da vena periferica del braccio). Le indicazioni comprendono la chemioterapia, la nutrizione parenterale totale, la somministrazione di farmaci vesicanti e il monitoraggio della pressione venosa centrale.
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