L'inserimento di dispositivi terapeutici sottocutanei è una procedura chirurgica che prevede l'impianto nel tessuto sottocutaneo di vari tipi di dispositivi medici destinati alla somministrazione prolungata o ripetuta di farmaci o al monitoraggio di parametri fisiologici. La procedura viene generalmente eseguita in sala operatoria o in ambiente ambulatoriale dedicato, in anestesia locale con eventuale sedazione. I dispositivi più comunemente impiantati comprendono il port-a-cath (sistema di accesso venoso centrale totalmente impiantabile composto da un reservoir in titanio connesso a un catetere venoso centrale), utilizzato per chemioterapia, nutrizione parenterale e terapie endovenose a lungo termine; i microinfusori sottocutanei per la somministrazione continua di farmaci (insulina, apomorfina per il Parkinson, treprostinil per l'ipertensione polmonare); gli impianti ormonali sottocutanei a rilascio controllato (progestinici contraccettivi, analoghi del GnRH); e i sensori sottocutanei per il monitoraggio continuo della glicemia. La procedura prevede un'incisione cutanea di pochi centimetri, la creazione di una tasca sottocutanea mediante dissezione smussa, il posizionamento del dispositivo e la chiusura della ferita con punti di sutura. Il paziente viene istruito sulla gestione del dispositivo e sui segni di complicanze (infezione, dislocazione, malfunzionamento).
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