La chirurgia dello strabismo è un intervento che modifica la lunghezza o la posizione di inserzione di uno o più muscoli extraoculari per correggere il disallineamento degli occhi. Il principio biomeccanico si basa su due manovre fondamentali: il retrocesso (o recessione), che consiste nello staccare il muscolo dalla sua inserzione sclerale e reinserirlo più posteriormente, indebolendone l'azione; e la resezione (o plicatura), che accorcia il muscolo aumentandone la forza contrattile. L'intervento viene eseguito in anestesia generale, soprattutto nei bambini, o in anestesia topica negli adulti motivati. Il chirurgo incide la congiuntiva per accedere al muscolo, esegue le manovre di riposizionamento su uno o entrambi gli occhi a seconda del piano operatorio, e richiude la congiuntiva con punti riassorbibili. La pianificazione chirurgica si basa sulla misurazione dell'angolo di deviazione nelle varie posizioni di sguardo e sul bilanciamento dei muscoli antagonisti. Il risultato postoperatorio può richiedere interventi di correzione in caso di ipo o ipereffetto chirurgico. La chirurgia è indicata dopo il fallimento o come complemento alla terapia con occlusione e prismi.