L'intubazione orotracheale è una procedura medica fondamentale che consiste nell'introduzione di un tubo endotracheale (TET) attraverso la cavità orale, il cavo faringeo, la laringe e le corde vocali fino alla trachea, per assicurare la pervietà delle vie aeree e consentire la ventilazione meccanica controllata. La procedura viene eseguita dopo induzione dell'anestesia generale o in contesti di emergenza (arresto cardiaco, insufficienza respiratoria acuta severa, Glasgow Coma Scale ≤ 8, ostruzione delle vie aeree superiori). Il medico, tipicamente l'anestesista o il rianimatore, utilizza un laringoscopio diretto per visualizzare le corde vocali, attraverso le quali inserisce il TET, che viene poi gonfiato con una piccola cuffia per sigillare la trachea e prevenire l'aspirazione di materiale orofaringeo. La corretta posizione viene verificata mediante auscultazione bilaterale, rilevamento di CO2 nell'aria espirata (capnografia) e, quando disponibile, radiografia del torace. Il tubo viene poi connesso al ventilatore meccanico e fissato con cerotto al volto. In caso di difficoltà di intubazione, il medico può utilizzare tecniche ausiliarie come il video-laringoscopio, lo stiletto o la fibroscopia. L'intubazione è una procedura temporanea; la durata dipende dalla condizione clinica sottostante, con il paziente estubato non appena le condizioni respiratorie lo permettono.
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