La laparoscopia è una tecnica chirurgica mini-invasiva che ha rivoluzionato la chirurgia addominale e pelvica negli ultimi decenni. Consiste nell'introduzione, attraverso piccole incisioni nella parete addominale (solitamente 0,5-1,5 cm), di un laparoscopio — uno strumento ottico dotato di telecamera e fonte luminosa — e di appositi trocar attraverso i quali vengono introdotti gli strumenti chirurgici operativi. La cavità addominale viene prima insufflata con anidride carbonica per creare lo spazio necessario alla manovra degli strumenti (pneumoperitoneo). Il chirurgo opera guardando le immagini ingrandite trasmesse dalla telecamera su un monitor ad alta definizione. La laparoscopia può essere utilizzata per un ampio spettro di interventi: dalla colecistectomia all'appendicectomia, dalla chirurgia ginecologica (miomectomia, annessectomia, isterectomia) alla chirurgia bariatrica (bypass gastrico, sleeve gastrectomy), dalla chirurgia colorettale all'adrenalectomia. I vantaggi rispetto alla chirurgia aperta includono: minore dolore post-operatorio, degenza ospedaliera ridotta, recupero più rapido, minore rischio di infezione della ferita e migliore risultato estetico. Non tutte le patologie e le situazioni cliniche sono tuttavia adatte all'approccio laparoscopico, e la conversione a laparotomia aperta può essere necessaria in caso di complicanze intraoperatorie.