La linfoadenectomia ascellare è un intervento chirurgico oncologico che prevede la rimozione sistematica dei linfonodi del cavo ascellare di I, II e III livello; il principale drenaggio linfatico della mammella. Viene eseguita nelle pazienti con carcinoma mammario in cui è documentata la presenza di metastasi linfonodali, sia tramite biopsia del linfonodo sentinella positiva sia per linfonodi citologicamente o istologicamente positivi. L'intervento asporta i linfonodi organizzati in tre livelli anatomici secondo la classificazione di Berg. L'intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso un'incisione nella piega ascellare; il chirurgo rimuove il tessuto linfoghiandolare e adiposo del cavo ascellare preservando le strutture vascolari e nervose principali (nervo toracico lungo, nervo toraco-dorsale, vena ascellare). La principale complicanza a lungo termine è il linfedema dell'arto superiore omolaterale, dovuto all'interruzione del drenaggio linfatico ascellare, che può manifestarsi come gonfiore del braccio, della mano o della mammella. Il numero di linfonodi asportati e il numero di quelli positivi hanno valore prognostico e orientano la scelta della terapia sistemica e della radioterapia adiuvante.
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