La nefroureterectomia radicale è l'intervento chirurgico standard per il trattamento del carcinoma uroteliale dell'alta via escretrice, che comprende i tumori della pelvi renale e dell'uretere. Consiste nella rimozione in un unico pezzo chirurgico del rene, dell'uretere in tutta la sua lunghezza e di un manchetto di parete vescicale intorno all'orifizio ureterale, al fine di garantire la radicalità oncologica ed evitare recidive nel moncone ureterale residuo. L'intervento può essere realizzato con tre diverse tecniche chirurgiche: la nefroureterectomia laparoscopica utilizza piccole incisioni e strumenti ottico-chirurgici; la tecnica robotica prevede l'utilizzo di un sistema robotico chirurgico (es. sistema Da Vinci) che offre maggiore precisione e desterità nei movimenti grazie a bracci articolati controllati dal chirurgo da una console; la tecnica laparotomica (a cielo aperto) è indicata in casi selezionati con tumori volumosi, adenopatie sospette o difficoltà tecniche che controindicano l'approccio mininvasivo. Le tecniche mininvasive (laparoscopica e robotica) garantiscono minore dolore post-operatorio, riduzione delle perdite ematiche, minore rischio di complicanze infettive della ferita e un recupero più rapido, mantenendo la stessa efficacia oncologica della chirurgia open. Prima dell'intervento viene eseguita una stadiazione completa con TC torace-addome con mezzo di contrasto, urografia e cistoscopia.
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