La pachimetria corneale è una misurazione diagnostica non invasiva che quantifica lo spessore della cornea, espresso in micron (μm), in uno o più punti della sua superficie. La cornea ha uno spessore fisiologico che varia da circa 480 μm nel punto centrale (apice corneale) a oltre 600 μm in periferia: alterazioni significative di questi valori hanno importanti implicazioni cliniche. Le tecniche più comunemente impiegate sono la pachimetria a ultrasuoni (gold standard: un piccolo sonda viene messo a contatto con la cornea, previa instillazione di anestetico topico) e la pachimetria ottica mediante tomografia a coerenza ottica del segmento anteriore (AS-OCT). Le principali indicazioni alla pachimetria corneale includono: la diagnosi e il monitoraggio del cheratocono (malattia degenerativa della cornea caratterizzata da assottigliamento progressivo e sfiancamento anteriore), la determinazione dello spessore corneale residuo dopo trattamenti chirugici, la correzione della pressione intraoculare misurata con tonometro e il monitoraggio di patologie che causano edema corneale stromale come la distrofia di Fuchs o la cheratopatia bollosa.
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