La pancreaticoduodenectomia (PDC), comunemente nota come intervento di Whipple, è uno degli interventi chirurgici addominali più complessi eseguiti in chirurgia oncologica. Prevede la rimozione in blocco della testa del pancreas, del duodeno, della terza porzione dello stomaco (antro pilorico) o del piloro nella variante pylorus-preserving (PPPD), della colecisti, del dotto biliare distale e del tratto colico prossimale, con asportazione dei linfonodi locoregionali. Dopo la fase demolitiva, viene eseguita la ricostruzione digestiva in tre anastomosi: pancreatojejunostomia (o pancreaticodigiunostomia), epatojejunostomia e gastrojejunostomia (o duodenojejunostomia nella PPPD). Le principali indicazioni includono il carcinoma duttale della testa del pancreas, il colangiocarcinoma distale, il carcinoma dell'ampolla di Vater, i tumori duodenali e le lesioni cistiche pancreatiche a rischio di malignità. L'intervento è eseguito in laparotomia o in laparoscopia/robotica in centri ad alto volume, dura 4-8 ore, richiede una degenza di 10-15 giorni e un recupero di 2-3 mesi. La mortalità perioperatoria in centri specializzati è inferiore al 3%, ma le complicanze (fistola pancreatica, ritardato svuotamento gastrico, emorragia postoperatoria) sono frequenti e richiedono monitoraggio intensivo.