La penectomia è l'intervento chirurgico oncologico che prevede la rimozione parziale (penectomia parziale) o totale (penectomia totale) del pene, eseguita principalmente per il trattamento del carcinoma squamocellulare del pene, la neoplasia maligna più frequente di questo organo. Nella penectomia parziale, viene asportata la porzione distale del pene che contiene il tumore, preservando una lunghezza residua del corpo penieno sufficiente a garantire la minzione in posizione eretta e, in alcuni casi, la funzione sessuale. Si esegue un'amputazione trasversale del pene a una distanza adeguata (almeno 1-2 cm) dal margine tumorale, seguita dalla ricostruzione dell'uretra (uretroplastica) per creare un meato urinario funzionale. Nella penectomia totale, indicata per tumori che coinvolgono la base del pene o in caso di recidiva locale, si procede alla rimozione completa dell'organo con creazione di un'urostomia perineale (il meato urinario viene ricreato in sede perineale). In entrambe le forme, l'intervento può essere associato alla linfadenectomia inguinale se vi è coinvolgimento linfonodale. L'intervento è eseguito in anestesia generale o spinale e richiede un'adeguata preparazione psicologica del paziente, data l'importante componente identitaria dell'organo.
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