Lo stent si appoggia sulla parete vascolare dopo dilatazione con palloncino e rimane a scaffold permanente, migliorando il flusso distale rispetto alla sola angioplastica in molte placche. Esistono stent coperti per aneurismi o lesioni traumatiche. Complicanze immediate: embolizzazione di materiale ateromatosio, dissezione della parete, trombosi acuta dello stent, ematoma all’accesso, reazione allergica al mezzo di contrasto, lesione renale da contrasto in chi ha già filtrazione ridotta. Complicanze tardive: restenosi intra-stent, trombosi, migrazione rara. Il paziente riceve istruzioni su sospensione dell’attività pesante, cura del punto di puntura e segni di ischemia (dolore, pallore, assenza di polsi). Controlli ecografici o angiografici programmati verificano la pervietà. La procedura è distinta dalla cardiologia interventistica coronarica pur usando principi simili.
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