I prelievi per infezioni sessualmente trasmesse rappresentano un insieme coordinato di campionamenti biologici finalizzati alla diagnosi delle principali IST (infezioni sessualmente trasmesse). Il protocollo diagnostico standard prevede un prelievo ematico per le sierologie: test combinato HIV (antigene p24 + anticorpi anti-HIV 1/2), sierologia per sifilide (VDRL/RPR e test treponemico TPHA/TPPA o EIA), markers dell'epatite B (HBsAg, anti-HBs, anti-HBc) e anticorpi anti-HCV per l'epatite C. I campioni genitali vengono prelevati mediante tamponi endocervicali o vaginali nella donna, tamponi uretrali nell'uomo, tamponi rettali e faringei in base all'anamnesi sessuale, per la ricerca molecolare (PCR) di Chlamydia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae. Le urine del primo mitto possono essere utilizzate in alternativa ai tamponi uretrali per la ricerca di Chlamydia e gonococco nell'uomo. A seconda dell'indicazione clinica e dei fattori di rischio, il pannello può essere integrato con la ricerca di Mycoplasma genitalium, Trichomonas vaginalis, herpes simplex virus tipo 1 e 2, e HPV (Human Papilloma Virus). I risultati vengono interpretati dal medico infettivologo o dermatologo venerologo che indica il trattamento appropriato e il follow-up sierologico.
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