La prova crociata di compatibilità trasfusionale (cross-match) è un esame immunoematologico eseguito dal laboratorio trasfusionale prima di ogni trasfusione di emazie concentrate, con l'obiettivo di verificare l'assenza di anticorpi nel siero del ricevente che potrebbero reagire con gli antigeni presenti sui globuli rossi dell'unità di sangue destinata alla trasfusione. La procedura prevede due fasi principali: la prova crociata maggiore, nella quale il siero del paziente viene messo a contatto con i globuli rossi del donatore (la più importante, perché verifica la potenziale reattività degli anticorpi del ricevente contro le cellule del donatore), e la prova crociata minore, in cui il siero del donatore viene testato contro i globuli rossi del ricevente. La reazione viene esaminata in diverse fasi (a temperatura ambiente, a 37°C e dopo test all'antiglobulina umana — test di Coombs indiretto) per rilevare anticorpi di diverse classi e specificità. Un esito positivo della cross-match indica incompatibilità trasfusionale e controindica l'utilizzo di quell'unità di sangue; vengono quindi ricercate unità compatibili alternative. La prova crociata si affianca alla tipizzazione del gruppo ABO e RhD e alla ricerca di anticorpi irregolari (screening anticorpale), costituendo insieme il sistema di garanzia della sicurezza trasfusionale. L'esame viene eseguito in urgenza o in elezione a seconda del contesto clinico.
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Viene effettata come test pre trasfusionale in tutti i laboratori di ASST Settelaghi che effettuano esami di immunoematologia quando resa necessaria dalla presenza di allo- o auto- anticorpi anti eritrocitari