La radiografia del rachide cervicale è un esame diagnostico che fornisce immagini ossee della colonna vertebrale cervicale — composta da sette vertebre (C1-C7), dalla base cranica fino alla giunzione cervico-dorsale — nelle proiezioni anteroposteriore, laterale e, in molti protocolli, nelle proiezioni oblique destra e sinistra (per la visualizzazione dei forami di coniugazione e delle faccette articolari posteriori). Le indicazioni principali includono la valutazione di cervicalgia cronica o acuta con o senza irradiazione brachiale (brachialgia), il trauma cervicale con o senza deficit neurologici, e il sospetto di instabilità cervicale (ad esempio nella polioartrite reumatoide). Le proiezioni dinamiche in massima flessione e massima estensione consentono di valutare la stabilità legamentosa e di identificare sublussazioni o scivolamenti vertebrali in movimenti estremi. L'esame consente di rilevare la riduzione dello spazio discale intervertebrale (discopatia), la presenza di osteofiti (spondilosi cervicale), anomalie congenite come la fusione vertebrale, fratture acute e listesi. Nei traumatizzati gravi, la TC cervicale è oggi lo standard, ma la radiografia rimane un esame di primo livello in contesti di urgenza minore.
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