La radiografia del rachide lombosacrale è l'esame radiologico di primo livello per la valutazione del tratto inferiore della colonna vertebrale, comprensivo delle vertebre lombari (L1-L5), della giunzione lombosacrale (L5-S1) e del sacro. L'esame viene eseguito in posizione ortostatica (in piedi, in carico) in proiezione anteroposteriore e laterale come standard, con eventuali proiezioni aggiuntive (oblique destre e sinistre per lo studio dei peduncoli e delle articolazioni interapofisarie, o proiezioni dinamiche in flessione-estensione per lo studio dell'instabilità vertebrale). Consente di valutare: l'allineamento vertebrale con identificazione di scoliosi, lordosi esagerata o ridotta e spondilolistesi (scivolamento di una vertebra sull'altra); le dimensioni, la morfologia e la densità ossea dei corpi vertebrali (rilevante per l'identificazione di fratture da compressione osteoporotiche); i dischi intervertebrali, valutabili indirettamente attraverso l'altezza degli spazi intervertebrali; le articolazioni intervertebrali con rilievo di artrosi facettale; le apofisi spinose e trasverse. L'indicazione principale è la lombalgia cronica o subacuta con durata superiore a 6 settimane non responsiva alla terapia conservativa, oppure la lombalgia acuta con segni di allarme (red flags): storia di neoplasia, perdita di peso inexplicata, febbre, deficit neurologici, trauma significativo o età >50 anni. In caso di sospetto di patologia discale con radicolopatia, la risonanza magnetica del rachide lombare rimane l'esame di elezione per la visualizzazione dei dischi, delle radici nervose e del canale vertebrale.
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