La ricerca degli anticorpi anti-HBc (anti-core del virus dell'epatite B) è un test immunologico eseguito obbligatoriamente su ogni unità di sangue intero, plasma, piastrine o concentrato eritrocitario prima che l'emocomponente venga liberato per la trasfusione. Gli anticorpi anti-HBc compaiono precocemente nel corso dell'infezione da virus dell'epatite B e persistono per tutta la vita, anche in assenza di HBsAg rilevabile, rendendoli un marcatore sensibile di esposizione pregressa o di infezione occulta da HBV (OBI, Occult B Infection). Quest'ultima condizione, in cui il DNA virale è presente nel fegato pur con HBsAg negativo, rappresenta un rischio reale di trasmissione trasfusionale se le unità positive al test non vengono opportunamente gestite. In Italia, come in tutta l'Unione Europea, la positività per anti-HBc totali (IgG + IgM) nel donatore richiede l'esecuzione di ulteriori indagini — tra cui la ricerca del DNA virale con NAT — per escludere l'infezione occulta prima di procedere alla trasfusione. Questo test è quindi un pilastro del sistema di emovigilanza che tutela la sicurezza del ricevente di prodotti ematici.
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Il prelievo viene effettuato ai donatori di sangue per valutazione dell'idoneità alla donazione e/o validazione degli emocomponenti donati presso il SIMT di ASST Settelaghi (Ospedale di Circolo) e le AOT di Angera, Cittiglio, Luino e Tradate. Presso il SIMT di Varese vengono analizzati anche tutti i campioni relativi ai prelievi effettuati ai donatori afferenti alle 13 sedi del DMTE di Varese