La ricerca degli anticorpi anti-HCV per la validazione degli emocomponenti è un test immunologico obbligatorio per legge su ogni donazione di sangue intero, plasma, piastrine e concentrato eritrocitario che rileva gli anticorpi totali diretti contro antigeni strutturali (core) e non strutturali (NS3, NS4, NS5) del virus dell'epatite C. Il virus HCV (Hepatitis C Virus), un flavivirus a RNA a singolo filamento positivo, è trasmissibile per via parenterale e, prima dell'introduzione dello screening trasfusionale nel 1989-1992, rappresentava la principale causa di epatite post-trasfusionale. Il test di screening utilizza metodiche di terza o quarta generazione (CLIA, ELISA) con antigeni ricombinanti multipli che garantiscono una sensibilità analitica vicina al 100% per gli anticorpi anti-HCV in soggetti sieropositivi. In caso di risultato reattivo sullo strumento automatico, l'unità viene immediatamente messa in quarantena e il campione viene sottoposto a test di conferma anti-HCV (RIBA o immunoblot) e alla ricerca dell'RNA dell'HCV con metodica NAT, per escludere la falsa positività e rilevare eventuali donatori nella finestra sierologica (infezione recente con anticorpi non ancora rilevabili). Il residuo rischio trasfusionale per HCV in Italia è attualmente stimato a meno di 1 caso per 2,5 milioni di unità trasfuse, grazie all'efficacia combinata dello screening sierologico e del NAT obbligatorio.
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Il prelievo viene effettuato ai donatori di sangue per valutazione dell'idoneità alla donazione e/o validazione degli emocomponenti donati presso il SIMT di ASST Settelaghi (Ospedale di Circolo) e le AOT di Angera, Cittiglio, Luino e Tradate. Presso il SIMT di Varese vengono analizzati anche tutti i campioni relativi ai prelievi effettuati ai donatori afferenti alle 13 sedi del DMTE di Varese