La ricerca degli anticorpi anti-Treponema pallidum per la validazione degli emocomponenti è un test sierologico obbligatorio per legge su ogni unità di sangue e dei suoi derivati — plasma, piastrine, concentrato di globuli rossi — prima della liberazione per la trasfusione al paziente. Il Treponema pallidum, l'agente eziologico della sifilide, è trasmissibile per via trasfusionale, sebbene il rischio si sia ridotto drasticamente grazie agli screening sistematici dei donatori. I test utilizzati appartengono a due categorie: i test treponemici (TPPA, TPHA, CLIA anti-TP) che riconoscono anticorpi specifici contro antigeni del Treponema e rimangono positivi a vita anche dopo trattamento avvenuto; i test non treponemici (VDRL, RPR) che rilevano anticorpi contro cardiolipina-colesterolo-lecitina e tendono a negativizzarsi dopo terapia. Gli standard di sicurezza trasfusionale europei richiedono l'utilizzo di almeno un test treponemico di alto livello di sensibilità per lo screening delle donazioni. In caso di risultato positivo, l'unità viene messa in quarantena, il donatore viene contattato per gli approfondimenti clinici e, se la donazione precedente negativa è entro 6 mesi, si valuta il blocco delle unità prodotte con plasma dello stesso donatore. Questo test fa parte del pacchetto standard di emovigilanza insieme a HIV, HCV, HBV e, in alcune regioni, HEV.
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Il prelievo viene effettuato ai donatori di sangue per valutazione dell'idoneità alla donazione e/o validazione degli emocomponenti donati presso il SIMT di ASST Settelaghi (Ospedale di Circolo) e le AOT di Angera, Cittiglio, Luino e Tradate. Presso il SIMT di Varese vengono analizzati anche tutti i campioni relativi ai prelievi effettuati ai donatori afferenti alle 13 sedi del DMTE di Varese