La ricostruzione del padiglione auricolare è uno degli interventi più complessi della chirurgia plastica ricostruttiva, indicato nei pazienti con perdita totale o subtotale del padiglione auricolare conseguente a trauma (avulsione, ustione, morso), a resezione chirurgica per neoplasie cutanee o cartilaginee dell'orecchio, oppure nei bambini con microtia congenita (assenza o ipoplasia del padiglione). La tecnica ricostruttiva dipende dall'entità e dalla causa del difetto. Nella ricostruzione della microtia congenita o nelle perdite di sostanza ampie, la tecnica gold standard prevede l'utilizzo di un'impalcatura (framework) in cartilagine costale autologo — prelevata dalle cartilagini della 6ª-7ª-8ª costa del torace — modellata manualmente dal chirurgo per riprodurre la struttura tridimensionale del padiglione, e poi introdotta sotto la cute della regione temporale. L'intervento si svolge in più fasi chirurgiche (generalmente 2-4) distanziate di alcuni mesi. In alternativa, nei pazienti adulti o in caso di scarsa qualità cutanea locale, possono essere utilizzate protesi auricolari in polietilene poroso (Medpor) o in silicone, con o senza ancoraggio osseointegrato (sistema BAHA auricolare). Nelle perdite di sostanza parziali post-oncologiche, i lembi locali di avanzamento o rotazione costituiscono spesso la soluzione ricostruttiva più efficace. L'obiettivo finale è ripristinare la simmetria con l'orecchio controlaterale e, nei casi pediatrici, garantire un risultato duraturo nel tempo con la crescita.
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