La riduzione e osteosintesi delle fratture del piatto tibiale e della diafisi tibiale comprende interventi di chirurgia traumatologica per il trattamento delle fratture della tibia prossimale e del corpo tibiale. Le fratture del piatto tibiale (classificazione di Schatzker I-VI) coinvolgono la superficie articolare del ginocchio e richiedono la riduzione anatomica della rima articolare con elevazione dei frammenti depressi, eventuale innesto osseo per colmare i difetti e fissazione con una o due placche a stabilità angolare (tecnica a doppia placca per le fratture bicolonnari). Le fratture della diafisi tibiale vengono trattate con chiodo endomidollare bloccato (introdotto dal ginocchio, scende nel canale midollare e viene bloccato prossimalmente e distalmente con viti trasversali), che consente il carico precoce e un'elevata percentuale di consolidazione. La fissazione esterna viene riservata alle fratture esposte gravi e alla stabilizzazione temporanea nel damage control orthopedics. La riabilitazione post-operatoria prevede il carico protetto progressivo e la fisioterapia.
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