La rimozione di protesi biliari è una procedura endoscopica che si esegue per via retrograda attraverso l'ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica) per estrarre gli stent biliari precedentemente posizionati a scopo terapeutico nelle vie biliari. Gli stent biliari, che possono essere di plastica (sostituiti periodicamente ogni 3-6 mesi) o metallici autoespandibili (solitamente definitivi ma rimovibili in fase precoce), vengono utilizzati per il trattamento di ostruzioni biliari benigne (calcoli residui, stenosi post-chirurgiche, colangite sclerosante) o maligne (carcinoma del pancreas, colangiocarcinoma). La procedura prevede l'introduzione di un duodenoscopio (endoscopio a visione laterale) per via orale fino al duodeno, con visualizzazione della papilla di Vater. Attraverso il canale operativo dell'endoscopio viene introdotta una pinza o un laccio che afferra lo stent e lo estrae completamente. In molti casi alla rimozione segue immediatamente il posizionamento di una nuova protesi o l'esecuzione di un'ulteriore manovra terapeutica. La procedura viene eseguita in sedazione cosciente o anestesia generale, dura 20-40 minuti e richiede il monitoraggio dei parametri vitali. Le complicanze possibili includono pancreatite post-ERCP, colangite e, raramente, perforazione duodenale.
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