La rimozione dello stent ureterale è una procedura urologica minimamente invasiva che consente di estrarre il tutore tubulare (stent a doppio J o pig-tail) precedentemente inserito nell'uretere per garantire il drenaggio dell'urina dal rene alla vescica. Gli stent ureterali vengono impiantati in seguito a ostruzione ureterale da calcoli, dopo interventi chirurgici sull'uretere o sul rene come l'ureterolitotripsia o la pieloendoscopia, o come protezione post-operatoria dopo resezioni delle vie urinarie. Devono essere rimossi entro i tempi stabiliti dal chirurgo urologico, generalmente da poche settimane a qualche mese, per evitare complicanze come l'incrustazione calcarea, l'infezione o il malfunzionamento dello stent. La procedura di rimozione avviene in ambulatorio o in day hospital tramite cistoscopia: viene introdotto nella vescica un cistoscopio flessibile attraverso l'uretra, con anestesia locale intravescicale; il medico individua l'estremità inferiore dello stent posizionata in vescica e la afferra con una piccola pinza endoscopica, estraendolo delicatamente. L'intera procedura dura pochi minuti e il paziente può generalmente tornare a casa subito dopo, con indicazione a bere abbondantemente per ridurre il rischio di bruciore post-procedurale.
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