La risonanza magnetica delle orbite è un esame di imaging avanzato che utilizza campi magnetici e radiofrequenze per ottenere immagini ad alta risoluzione delle strutture orbitarie senza l'uso di radiazioni ionizzanti. L'esame viene eseguito con bobine di superficie dedicate posizionate sugli occhi del paziente per massimizzare la risoluzione spaziale. Le sequenze standard comprendono immagini pesate in T1 e T2 sui tre piani ortogonali (assiale, coronale e sagittale), con e senza soppressione del grasso. Il mezzo di contrasto paramagnetico (gadolinio) viene somministrato per via endovenosa quando è necessario valutare lesioni tumorali, infiammatorie o vascolari. La risonanza magnetica orbitaria permette di studiare in dettaglio i sei muscoli extraoculari (particolarmente utile nell'oftalmopatia di Graves dove appaiono ispessiti), il nervo ottico e la guaina durale (per la diagnosi di neurite ottica nella sclerosi multipla, gliomi e meningiomi), la ghiandola lacrimale (tumori e dacrioadeniti), il grasso retrobulbare e le strutture vascolari orbitarie. L'esame è fondamentale per la caratterizzazione dei tumori orbitari (emangiomi, linfomi, rabdomiosarcomi nel bambino, metastasi), per la valutazione dell'estensione delle neoplasie palpebrali e sinusali con invasione orbitaria e per lo studio delle malformazioni vascolari.
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Apri in mappaL’Ospedale di Tradate è un centro di riferimento territoriale per degenza, attività ambulatoriale e primo intervento.
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