La risonanza magnetica multiparametrica endorettale della prostata è un esame che utilizza una bobina endorettale (inserita nel retto) in combinazione con la bobina di superficie per ottenere immagini ad altissima risoluzione della ghiandola prostatica. Il protocollo multiparametrico comprende: sequenze T2 pesate ad alta risoluzione nei tre piani (per la morfologia della zona periferica e di transizione), sequenze di diffusione (DWI) con mappa ADC (i tumori hanno bassa diffusività e appaiono scuri sulla mappa ADC), perfusione dinamica con contrasto (DCE, i tumori ipervascolarizzati mostrano enhancement precoce e rapido wash-out) e, in alcuni centri, spettroscopia protonica (aumento del rapporto colina-creatina/citrato nel tessuto neoplastico). Le lesioni vengono classificate secondo il sistema PI-RADS v2.1 (da 1 = molto probabilmente benigno a 5 = molto probabilmente carcinoma clinicamente significativo). L'esame è indicato per la diagnosi del carcinoma prostatico (soprattutto prima della biopsia in pazienti con PSA elevato), lo staging locale (estensione extracapsulare, invasione delle vescicole seminali), la sorveglianza attiva dei tumori a basso rischio e la guida alla biopsia fusion (RM-ecografia).
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