La sostituzione del defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) è un intervento chirurgico programmato che si rende necessario quando la batteria del generatore raggiunge il punto di sostituzione elettiva (ERI, Elective Replacement Indicator), generalmente dopo 5-8 anni dall'impianto. La procedura si esegue in sala di elettrofisiologia in anestesia locale con sedazione. Il chirurgo accede alla tasca sottocutanea del generatore in regione sottoclaveare attraverso l'incisione della cicatrice precedente, isola il generatore esaurito e lo disconnette dagli elettrocateteri. Prima di connettere il nuovo generatore, gli elettrocateteri vengono testati per verificarne l'integrità: vengono misurati i parametri di sensing, la soglia di stimolazione e l'impedenza di ciascun elettrodo, inclusa la bobina di defibrillazione. Se i parametri sono adeguati, gli stessi elettrocateteri vengono riutilizzati con il nuovo generatore; se un elettrocatetere risulta malfunzionante (frattura del conduttore, aumento dell'impedenza, difetto di isolamento) può essere necessario l'impianto di un nuovo elettrodo. Il nuovo generatore viene connesso, riprogrammato con i parametri terapeutici e alloggiato nella tasca. L'intervento è generalmente più breve e con minori rischi rispetto al primo impianto perché non richiede il posizionamento di nuovi elettrocateteri intracavitari. Le complicanze potenziali includono l'infezione della tasca, l'ematoma e il danneggiamento degli elettrocateteri durante la manipolazione.
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