La splenectomia parziale è un intervento di chirurgia conservativa della milza che asporta solo il segmento patologico preservando la funzione immunitaria del parenchima splenico residuo. L'intervento sfrutta l'anatomia segmentaria della milza: l'arteria splenica si divide in rami segmentari superiori e inferiori, ciascuno dei quali irrora un territorio vascolare indipendente. Il chirurgo identifica e lega selettivamente il ramo arterioso che irrora il segmento da resecare; la milza si demarca con una linea di ischemia visibile sulla superficie e il parenchima viene sezionato lungo questa linea con bisturi a ultrasuoni (CUSA), bisturi armonico o radiofrequenza. L'emostasi della trancia di sezione viene ottenuta con colle biologiche e agenti emostatici. Le indicazioni comprendono le cisti spleniche non parassitarie (cisti epidermoidi), i tumori benigni della milza (emangioma, amartoma, linfangioma), i traumi splenici di grado I-III (chirurgia conservativa quando possibile), le anemie emolitiche ereditarie (sferocitosi, ellissocitosi) e i casi selezionati di malattia di Gaucher con splenomegalia focale.